Piazza de' Chavoli
Premio Enogastronomico internazionale Edizione 2014
La comunicazione
La rassegna stampa
DDalle prime dispense di cucina degli anni ’60, la comunicazione dell’enogastronomia ha conosciuto una rapidissima, esponenziale crescita. Vino, cibo, territorio, cultura, filiera, sono termini quotidianamente presenti nel linguaggio comune, grazie ai media e, soprattutto ad internet che hanno permesso a questo“vitale” argomento di assumere un ruolo cult nel panorama internazionale. Un mondo sterminato e affascinante, dove generalmente il marketing, con il conseguente investimento comunicazionale, diviene essenziale per la buona riuscita di qualsivoglia evento, iniziativa, manifestazione, convegno del settore. Mancando questi strumenti essenziali, l’impresa è destinata all’oblio o, nella migliore delle ipotesi, a sopravvivere all’interno di un circoscritto gruppo di addetti ai lavori.

Il Premio enogastronomico “Piazza de’ Chavoli”, dalla sua nascita, ha incredibilmente invertito la logica delle cose, riuscendo a sovrastare manifestazioni similari, con la forza della semplicità e dell’impegno dei suoi organizzatori, non certo avvezzi al marketing ed alla comunicazione ma sicuramente dotati di buona conoscenza del “territorio enogastronomico” e dei personaggi che lo “popolano”.

Ed è proprio a questi “personaggi” che si deve la notorietà del Premio, che non a caso è stato definito l’Oscar della Cucina Italiana. Personaggi illustri che, come si insegna in Comunicazione Pubblicitaria, divengono preziosissimi “soggetti moltiplicatori” ma anche e soprattutto “amplificatori” attraverso i media che rappresentano, forti di share quotidiani da milioni di persone, come nel caso della rubrica quotidiana “Gusto”, sul TG5, o del “Bollito misto” su Rai Sat “Gambero Rosso”. Riviste di settore, riviste on line e portali web, hanno invece da subito prestato grande attenzione al Premio “Piazza de’ Chavoli”, comunicandone l’essenza, ovvero l’Albo d’Oro che, per contenuto, meriterebbe l’esser coniato in “metallo” assai più prezioso. Ma come ogni buon “prodotto specializzato”, anche il Piazza de’ Chavoli necessitava di una sorta di “packaging”, con il quale affrontare l’ultimo percorso verso la notorietà popolare.

Giocoforza il dotarsi di adeguati mezzi di comunicazione, indispensabili appunto, per raggiungere quello che comunemente viene definito “target eterogeneo”. Vagliate le diverse ipotesi di partnership con aziende nazionali ed internazionali, in gran parte distanti dalla mission del Premio, ecco presentarsi la possibilità di un partner adeguato; Airchef, da anni impegnato a far conoscere l’enogastronomia italiana nei maggiori aeroporti nazionali ed a bordo dei “vettori” internazionali. E’ facile intuire adesso, il prosieguo di questo “matrimonio perfetto”, dal quale ci si attendono da subito frutti comunicazionali significativi. Basti pensare, nell’immediato, alla possibilità di creare materiale cartaceo e video istallazioni da collocare almeno nei principali aeroporti dove opera Airchef.

Milioni di persone, pur nel più o meno veloce transito, avranno così la possibilità di entrare in contatto con l’essenza del Premio Piazza de’ Chavoli, comprendendone e apprezzandone la mission, propedeutica alla conoscenza del nostro incredibile patrimonio enogastronomico.
Altro felice abbinamento da quest’anno la Fondazione Pisa - Palazzo Blu che indubbiamente qualificherà anche culturalmente questa importante manifestazione e così il premio avrà una nuova occasione per far conoscere tutte le proprie inesplorate potenzialità, organizzando eventi collaterali, magari con la collaborazione di “personaggi” e produttori legati all’enogastronomia dei diversi territori aprendo un modo “gustoso” per fare buona comunicazione.

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